Il pan’ino Veggie

24 novembre 2015



Che l’incontro con la Guido Tommasi Editore mi avesse sconvolto un po’ la vita è ormai risaputo. Dopo l’uscita del mio libro la quotidianità è cambiata: come la protagonista di “l’amore non va in vacanza” sentiva i trailer nella testa, così io ogni volta che cucino o eredito una ricetta penso un po’ in stile “quello che piace a Irene” e , lo ammetto, fotografo tutto. Lo faccio per me, l’ho detto nell’ultima intervista al corriere fiorentino “dovremmo fermarsi ogni anno e scrivere quello che ci piace, così per essere sicuri di non dimenticarselo” . Osservare i dettagli che mi colpiscono e riflettere su quello che mangio mi ha portato a scoprire i miei veri gusti.


Insomma, anche se non è la mia professione, fotografare mi piace e mi aiuta parecchio e quando ho ricevuto la proposta di esser la fotografa del nuovo libro di Alessandro Frassica,  ho arginato i dubbi sulle mie capacità e mi sono lanciata : per crescere , me lo insegna Bea, bisogna pur aver qualcosa di pauroso da affrontare. (Certo se avessi saputo che la maggior parte de gli amici erano giornalisti o chef stellati forse sarei rimasta a far panzanella in veranda)


mi son lanciata e nel mio volo ho superato più di una paura: ho imparato a viaggiare sola (io che senza scorta non mi muovo), ho imparato a considerare una squadra di lavoro che con includesse marito o babbo ma soprattutto ho imparato una nuova arte del mangiar bene.
Se in ogni tuffo, dopo la paura,  resta solo l’emozione la mia è tutta racchiusa qua e la posso sfogliare
si chiama  “il pan’ino Veggie” 
Grazie Alessandro e grazie alla Guido Tommasi per la fiducia 





Come seccare le ortensie.

6 novembre 2015

Pensavo che esprimersi fosse uno svago da dopolavoro. Ero divisa e non lo sapevo. Io e una responsabile me. lei, la responsabile, aveva spazio anche nel mio armadio, un guardaroba tutto suo. Metteva i miei maglioni nel cassetto e andava a lavorare in twin set. 


Collezionavo immagini e ritagli di giornale e per star bene mi bastava stare a guardare. Lo straordinario accade sempre altrove. Grazie a Dio ero felice, abbastanza da concedermi un po’ di follia: sposai il mio amore ancora studente e in attesa di partire per il militare. Detti vita alla mia casa: per testata un vecchio portone e un mobile lavato con la soda come guardaroba non era facile esser capiti allora. Brillavo di gioia e nessuno aveva il coraggio di prendermi in giro tranne i miei amici perché loro potevano e posson dir tutto. Era il 7/7/2001, il giorno delle nozze e per posta alle 14 abbiamo ricevuto il regalo più grande : il congedo dal militare. 
La fortuna aiuta gli audaci. 

Lasciai il lavoro, mi ripresi l’altra parte di armadio e da allora, se vedo qualcosa di bello, provo a farlo accadere. E' possibile tutto, anche far vivere anche un fiore senz’acqua. 
Lo straordinario accade qui.


Ho seccato le ultime ortensie due settimane fa. Di solito accade a metà Settembre: giro per i cespugli con le mie cesoie e recido con un taglio netto le infiorescenze non ancora appassite. Questo fiore da il meglio di sé sul finire, la sua sfumatura è pallida ma ancora forte e deciso a restare. 

Come Simonetta docet tolgo le foglie dal gambo (di solito lungo una ventina di centimetri) e dispongo in vasi con poca acqua le Hydrangea Arborescens Annabelle e le Hydrangea aspera. Mentre lascio le Hydrangea macrophylla direttamente nei cesti o nei vasi avendo cura che non sia pressate tra loro. In pochi giorni le mie “nappe” diventano croccanti. E’ una delle poche cose che riesco a fare : se fosse una ricetta l’avrei messa in basta poco. 

Se non sapete riconoscere che tipo di ortensia è quella del vostro giardino fate come me guardate un catalogo online di qualche venditore io ho trovato questo 

Pancake di Valdirose

5 novembre 2015

Si dice che la memoria abbia cinque porte d’entrata e si chiamano sensi. Di lei posso aver dimenticato il volto, il paese e il nome ma ogni settimana è presente, è abitudine e gioia. Grazie a lei ho scoperto che regalare una ricetta è qualcosa di vivo e straordinario. Basta poco per entrar dentro alle persone. 

1 cup di farina
1 cucchiaio di zucchero
2 cicchiaini di lievito
un pizzico di sale
un uovo sbattuto
2 cucchiai di olio
1 cup di latte 

Setaccia la farina con lo zucchero, il lievito e il sale. 
Sbatti l’uovo con l’olio. Unisci il composto d’uovo agli ingredienti secchi e infine il latte. Il composto non deve essere né troppo liquido né troppo denso

Scalda un padella e versa due o tre cucchiai di composto. 
(io "con la padella buona” non metto nemmeno il burro ma, ovviamente, non guasta)

è importante che venga cotto a fuoco basso 
(la lievitazione avviene in cottura) 
quando cominciano a formarsi delle piccole bolle 
capovolgi e cuoci l’altro lato.

da servire caldo con qualcosa di goloso
sciroppo d’acero, confettura, frutta fresca

crumble di mele il più veloce che c'è

4 novembre 2015

Si fa a occhio e non accade niente se sbagli un po’ le dosi, vari il tipo di zucchero o farine , e avrai solo buone sorprese. Fosse così con tutto, buoni sempre senza paura di sbagliar mosse. Ho infinite versioni più ricche e accattivanti ma talvolta apro le ante e trovo solo farina burro e zucchero.



Crumble di mele

4 Mele 
80g di burro
80g di farina 
80g di zucchero

Pelate le mele privatele del torsolo e tagliatele  a cubetti . In una ciotola capiente ponete la farina, lo zucchero e il burro a cubetti. Lavorate gli ingredienti velocemente con la punta delle dite ottenendo un impasto “bricioloso”. Prendete delle cocotte monoporzione disponete uno strato di mele a pezzetti e poi coprite con le briciole di pasta. Infornate per circa 35 minuti a 180°C fino a che la superficie sarà ben dorata e croccante. Sfornate e servite ben caldo.

Steller meet Italia at Valdirose

3 novembre 2015







Ho scaricato questa applicazione tanto tempo fa: ne sono innamorata perché permette di creare piccoli libri virtuali con foto e video. Un modo dar ordine ai ricordi. Se prima facevo gli albumi con foto e ricordi attaccati da improbabili scotch adesso faccio la mia storia su Steller . Provo sempre a scrivere due righe con il mio inglese traballante e tra i milioni di profili straordinari il mio fa sorridere ma è il bello del web è proprio questo : sentirsi piccoli e aver voce.

Vedere il primo stellermeet italiano organizzato proprio qui , al Valdirose, è stato come essere a un concerto e sentirsi chiamare sul palco per nome e io ho risposto … con la mia colazione.

Grazie Elisa 
grazie Steller 

Su steller potete trovarmi qui con il mio nome Irene Berni